mercoledì 17 agosto 2011

UMBERTO VERONESI (PD): GAY AMORE PURO. AH AH AH

Umberto Veronesi ha dichiarato che “quello omosessuale è l’amore più puro, al contrario di quello etero”, la nuova giunta milanese ha assicurato più diritti agli omosessuali, la chiesa valdese ha celebrato il primo matrimonio gay, e dulcis in fundo, New York ha detto sì ai matrimoni omosessuali. Risultato: i gay italiani e americani hanno toccato il cielo con un dito. Ma quel giorno (ammesso che arriverà) che i gay saranno istituzionalmente e socialmente riconosciuti, riusciranno ad essere autenticamente felici? E, dettaglio non secondario, come potranno dirimere i limiti fisiologici derivanti dall’unione di persone dello stesso sesso? In parole semplici, come potranno riprodursi? Secondo natura il corpo dell'uomo è fatto per unirsi con quello della donna e viceversa: non c'è bisogno di conoscere a fondo l'anatomia e la fisiologia umana per constatare questa banale evidenza, e non c'è neanche bisogno di scomodare la fede per riconoscerla. Se così stanno le cose, suffragate dalla ragione e dall’intelletto, i “diversamente orientati”, possono spiegare ai tradizionalmente orientati il motivo del loro orgoglio? Si può essere orgogliosi per un impulso sessuale che, dicono le statistiche e la medicina, genera aids, malattie veneree e morte? Si può essere orgogliosi di usare il corpo del partner a soli fini edonistici a prescindere dalla valenza sociale che anche gli atti sessuali (aperti alla vita) apportano alla collettività? Si può essere orgogliosi di sfruttare le risorse dello stato (pensioni e assistenza) senza aver dato nulla in cambio? Si può essere orgogliosi di tappare la bocca a quella nutrita schiera di omosessuali “dubbiosi” che vorrebbe liberarsi dalla schiavitù del sesso contro natura? Perché i media, spesso talvolta complici delle lobby gay, non dicono che in Italia e nel mondo, migliaia di omosessuali si sottopongono a terapie psicologiche riparative il cui effetto è la “guarigione” di circa un terzo dei “pazienti”? Se non si rispetta la verità sull’uomo, vale a dire l’allontanarsi dalla legge morale naturale inscritta nel Dna degli esseri umani, il solo effetto si chiamerà infelicità. Alzare la voce e gridare la rabbia nei gay pride, è solo un patetico tentativo di soffocare la voce della coscienza che nemmeno l’illusione del sesso estremo riesce a tacitare.


Gianni Toffali

QUOTE ROSA PER LE DONNE? BAGGIANATA FEMMINISTA!

Sin dagli albori dell'umanità, e come il mondo animale insegna, le femmine hanno sempre svolto ruoli che ruotavano prevalentemente all'interno delle mura domestiche. I risultati erano entusiasti: stabilità famigliare, figli rettamente allevati ed educati, aborti e divorzi (quasi) zero. Poi arrivò il sessantotto. Qualche testa calda ficcò in testa alle masse che la donna poteva gratificarsi maggiormente uscendo di casa. E così fù. Gli effetti furono catastrofici: instabilità famigliare, figli allo sbando, aborti e divorzi decuplicati. Non serve precisare che quella infausta cultura fu divulgata dalla sinistra italiana. Nulla di strano comunque, il libro più venduto al mondo, cioè la Bibbia, racconta che l'inversione dell'ordine naturale è pervicacemente inseguita e pratica dai "figli delle tenebre" di tutti i tempi e luoghi. Nemici dell'ordine naturale a parte, ciò che sconcerta, è che persino il centro destra si sia fatto ammaliare da certuni pruriti femministi di sinistra memoria. Per assecondare il continuo piagnisteo e il falso vittimismo di non poche donne, il governo Berlusconi ha proposto l'emendamento 2.03 al decreto Sviluppo, che stanzia 100 milioni annui per il 2012, 2013,2014 per coprire crediti di imposta per le aziende che assumono donne. Se l'emendamento dovesse passare, le già privilegiate donne, la cui strada professionale è già ricca di privilegi (vedi pensione anticipata rispetto all'uomo) e scorciatoie, ruberanno il futuro ai maschi. Il ridicolo provvedimento dell'adeguamento dell'età pensionabile nel 2016 già regala loro anni di mancati contributi previdenziali e di anni di lavoro che tutti gli italiani e soprattutto gli uomini, devono pagare alle "mantenute", subendo questa infinita sequela di "cambiali sociali" che le donne addebitano al genere maschile. I governanti dovrebbero ricordarsi del gravissimo danno erariale per l'assunzione in servizio delle donne in settori dove il loro impiego non solo è inutile ma persino dannoso, ultimo esempio la caserma di Ascoli, nei corpi di polizia, vigili urbani e forze armate. Paradossalmente, è un diritto degli uomini avere rappresentanti maschili nel ministero per le pari opportunità femminili, altresì è un diritto maschile poter contrastare e contestare l'idiozia di imporre le quote rosa nelle liste per le elezioni comunali, quando lo stesso elettorato femminile non le vota. L'auspicio è che la classe politica maschile abbia il coraggio di repingere al mittente le ridicoli ragioni del femminismo imperante travestito da diritto per meglio fregare gli ingenui maschietti.


Gianni Toffali

FEDERICA PELLEGRINI & CORNA & SATANISTI

Dopo aver vinto due medaglie d’oro a Shanghai, Federica Pellegrini ha innalzato al cielo due vistose corna. Interrogata dai giornalisti sul significato del gesto, Federica si è schernita rispondendo che era dedicato ad amici nuotatori. Generalmente la stragrande maggioranza della gente per esprimere riconoscenza o assicurarsi protezioni, è avvezza farsi il segno della croce. Il segno della croce infatti, è universalmente riconosciuto quale gesto di lode, di ringraziamento e soprattutto di appartenenza a Dio. Le corna, al contrario, come dicono gli esorcisti, rappresentano il segno distintivo d’appartenenza a Satana. Qualunque attento osservatore della realtà, avrà sicuramente fatto caso che i cornetti rossi, variante soft delle corna “tradizionali”, si scorgono ovunque. Si vedono nelle autovetture, nei negozi, nelle case, appese alle catenine del collo o vicine all’orologio, occhieggiano nei siti satanisti e pornografici e sovente fanno bella mostra assieme a teschi e volti raccapriccianti, sui corpi tatuati di migliaia di individui. Se è vero che molti fessacchiotti amano le corna e i simboli luciferini più della croce, per ignoranza e superstizione (i più, soprattutto gli atei, sono convinti che un cornetto in tasca abbia il potere di scacciare malocchi, ielle, sfortune e maledizioni), è altrettanto vero che una buona percentuale di “cornuti” utilizza i poteri degli spiriti maligni, per impetrare ricchezza, successo e popolarità. La “leggenda” del vendere l’anima al diavolo, come precisato da molti esorcisti e come accertato da innumerevoli testimonianze (cerca sull’web per credere) non è un favola da sbeffeggiare o un mito da denigrare, ma una realtà su cui riflettere seriamente. “La più grande vittoria di satana è quella di far credere di non esistere” diceva Baudelaire. Se non si vuole finire tra le grinfie del principe delle tenebre, meno oscure corna, e più luminosi segni della croce!


Gianni Toffali

SODOMITI, GAY, CHECCHE, TRANS, EFFEMMINATI FINIRANNO ALL'INFERNO

Per diffondere l’ideologia gay a livello planetario, dal 5 al 17 maggio le lobby omosessuali internazionali hanno organizzato in tutte le città del mondo, convegni, seminari, spettacoli e manifestazioni. Come noto, a criticare chi ha scambiato una pulsione per amore vero e a ricordare a chi pratica “diversamente”, che la natura non solo non dona figli, ma “regala” virus e morte , si viene automaticamente tacciati di omofobia. Se è vero che i “critici” contemporanei che ritengono superiore il modello Giulietta & Romeo piuttosto che lo sgraziato prototipo Giulietto & Romeo, vengono sovente accusati di non essere degli stinchi di santi, quindi non in condizione di fare la morale ai “diversamente orientati”, perché non conoscere ciò che i Santi veri pensavano dell’omosessualità? Santa Caterina da Siena, nel Dialogo della divina Provvidenza, così si esprimeva sul vizio contro natura: “Non solo essi hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero arbitrio, faccia star quieta questa ribellione), ma quei miseri non raffrenano quella fragilità: anzi fanno peggio, commettendo il maledetto peccato contro natura. Quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono; poiché non solo essa fa schifo a Me, che sono somma ed eterna purità (a cui tanto abominevole, che per questo solo peccato cinque città sprofondarono per mio giudizio, non volendo più oltre sopportarle la mia giustizia), ma spiace anche ai demoni, che di quei miseri si sono fatti signori. Non è che ai demoni dispiaccia il male, quasi che a loro piaccia un qualche bene, ma perché la loro natura è angelica, e perciò schiva di vedere o di stare a veder commettere quell’enorme peccato”. Il francescano san Bernardino da Siena nella Predica XXXIX proclamò “Non è peccato al mondo che più tenga l’anima, che quello della sodomia maledetta; il quale peccato è stato detestato sempre da tutti quelli che sono vissuti secondo Iddio. La passione per delle forme indebite è prossima alla pazzia; questo vizio sconvolge l’intelletto, spezza l’animo elevato e generoso, trascina dai grandi pensieri agli infimi, rende pusillanimi, iracondi, ostinati e induriti, servilmente blandi e incapaci di tutto; inoltre, essendo l’animo agitato da insaziabile bramosia di godere, non segue la ragione ma il furore”. San Tommaso definì l’omosessualità come il vizio contro natura più grave, equiparandolo al cannibalismo e alla bestialità. “L’intemperanza è sommamente riprovevole, per due ragioni. Innanzitutto perché ripugna sommamente all’umana eccellenza, trattandosi di piaceri che abbiamo in comune coi bruti. Secondariamente perché ripugna sommamente alla nobiltà ed al decoro, in quanto cioè nei piaceri riguardanti l’intemperanza viene offuscata la luce della ragione, dalla quale deriva tutta la nobiltà e la bellezza della virtù. I vizi della carne che riguardano l’intemperanza , benché siano meno gravi quanto la colpa, sono però più gravi quanto all’infamia. Infatti la gravità della colpa riguarda il traviamento dal fine, mentre l’infamia riguarda la turpitudine, che viene valutata soprattutto quanto all’indecenza del peccato. Ma i vizi che violano la regola dell’umana natura sono ancor più riprovevoli. Essi vanno ricondotti a quel tipo di intemperanza che ne costituisce in un certo modo l’eccesso: è questo il caso di coloro che godono nel cibarsi di carne umana, o nell’accoppiamento con bestie, o in quello sodomitico”. (San Tommaso D’Aquino o.p., Summa Theologica, II-II,q.142,a.4). San Giovanni Crisostomo commentando l’epistola di san Paolo ai Romani affermò: “Le passioni sono tutte disonorevoli, perché l’anima viene più danneggiata e degradata dai peccati di quanto il corpo lo venga dalle malattie; ma la peggiore fra tutte le passioni è la bramosia fra maschi. I peccati contro natura sono più difficili e meno remunerativi, tanto che non si può nemmeno affermare che essi procurino piacere, perché il vero piacere è solo quello che si accorda con la natura. Ma quando Dio ha abbandonato qualcuno, tutto è invertito! Perciò non solo le loro passioni sono sataniche, ma le loro vite sono diaboliche. Perciò io ti dico che costoro sono anche peggiori degli omicidi, e che sarebbe meglio morire che vivere disonorati in questo modo. L’omicida separa solo l’anima all’interno del corpo. Qualsiasi peccato tu nomini, non ne nominerai nessuno che sia uguale a questo, e se quelli che lo patiscono si accorgessero veramente di quello che sta loro accadendo, preferirebbero morire mille volte piuttosto che sottrarvi. Non c’è nulla, assolutamente nulla di più folle o dannoso di questa perversità”. (San Giovanni Crisostomo, Homilia IV in Epistula Pauli ad Romanos). Le citazioni sull’omosessualità proferite dai Santi del passato, potrebbero continuare all’infinito. Peccato che nei dibattiti culturali e nei salotti buoni della TV queste naturali ed ovvie considerazioni, vengano sistematicamente ignorate e snobbate. Citarle, equivarrebbe a far ragionare chi ancora dovesse nutrire dubbi circa la “normalità” e la liceità dei comportamenti omosessuali. Gli omosessuali non vanno discriminati, ma semplicemente indotti ad usare la ragione.




Gianni Toffali



mercoledì 10 agosto 2011

VASCO ROSSI MODELLO DA CONDANNARE

In due mesi Vasco Rossi è stato ricoverato due volte. La prima degenza è stata goffamente giustificata con un’improbabile frattura alle costole. Alla seconda, Vasco Rossi ha ammesso che i suoi ricoveri erano imputabili al mal di vivere, vale a dire la depressione.




Il Blasco, sin dall’esordio della sua carriera, ha sistematicamente predicato ai ragazzini che lo osannavano, la trasgressione, il nichilismo e l’individualismo quali vie “divine” per l’auto realizzazione di sé. Peccato che il decantatore della vita spericolata, abbia predicato “bene”, ma razzolato male. Per infausta eterogenesi dei fini, o più prevedibilmente quale ovvia conseguenza di un certo stile di vita, il modello di super uomo sprezzante di ogni regola sociale decantato per un’intera carriera, è miseramente caduto nella polvere. Come si suol dire: dalle stelle alle stalle.



La cosa buffa di Vasco è che a quasi sessant’anni i suoi soldi e i suoi successi non sono riusciti a dare un senso alla sua vita. Scomoda ammissione espressa senza reticenze in un pezzo di qualche anno fa. Il componimento autobiografico diceva testualmente “Voglio trovare un senso a questa condizione anche se questa condizione un senso non ce l'ha. Sai che cosa penso, che se non ha un senso, domani arriverà lo stesso. Senti che bel vento non costa mai tempo domani un altro giorno arriverà”. Come dire: siccome è più facile vivere di frivolezze e mondanità piuttosto che cercare l’essenza ultima del senso del vivere, meglio fare spallucce e continuare a vivere superficialmente che tanto domani arriva lo stesso. Peccato che la sua “filosofia” all’insegna del “e chissenefrega” si sia tradotta in una grave forma di depressione. Come dice una massima “chi è causa del proprio mal, pianga se stesso”.



Poco male quindi che lo “spericolato” sia caduto in stato di prostrazione esistenziale. Molto male invece, per quei fans che hanno seguito le sue orme, ma che non essendo noti come il loro idolo, non hanno potuto dire ai media gli effetti subiti dall’educazione “blaschiana”. Vasco Rossi, ma assieme a lui, milioni di altri individui che hanno deliberatamente scelto di rimanere atei ed agnostici, costituiscono la prova provata che il non rispondere alle domande di senso della vita, quali la morte, Dio e l’aldilà, porta alla malattia, alla follia e all’autodistruzione.



Gianni Toffali

LE RADICI DELLA VIOLENZA (di sinistra ovviamente)

L’Inghilterra è sotto assedio. Migliaia di giovani stanno mettendo a ferro e fuoco decine di città. La scintilla che ha fatto partire la protesta, è stato l’uccisione di un criminale da parte della polizia. Il premier David Cameron ha definito i devastatori dei banali criminali. Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista ha però replicato: "Macché criminalità, è rivolta sociale. L'Inghilterra è la punta dell'iceberg di una situazione generale in Europa, dove le giovani generazioni sono senza prospettiva per l'oggi e per il domani". Chi tra i due avesse ragione, è fuor di dubbio: il comunista Ferrero. Come si suol dire: “i simili riconoscono i propri simili”. Bisogna ammettere che per il compagno Ferrero riconoscere gli emuli d’oltremanica è stato un gioco da ragazzi. La storia ha ampiamente dimostrato che l’umanità è stata sistematicamente flagellata dalle rivoluzioni e dalle rivolte di sinistra. Sin dalla sua fondazione, cioè dalla rivoluzione russa del 1917, l’internazionale comunista ha partorito generazioni su generazioni di individui dal Dna indubbiamente aggressivo. Normalmente gli esseri umani che non appartengono a nessuna ideologia politica, si comportano da persone civili: non aggrediscono chi non la pena come loro, non rubano ai ricchi, non bruciano le case, non devastano le città, non calunniano la Chiesa Cattolica, si sposano tra maschi e femmine, sono a favore del progresso, non “okkupano” scuole, università e fabbriche, onorano le regole sociali e soprattutto rispettano la vita che sta per nascere. Al contrario, e i fatti lo confermano chi ama la falce e il martello, pratica il contrario delle persone non ideologizzate. Per far credere all’opinione pubblica di essere la maggioranza della popolazione, i “trinariciuti” (nomignolo affibbiato ai “sinistri” da Giovanni Guareschi ) si mascherano sotto le più “divertite” fogge. Che si vestano da black block, da pacifisti, da studenti, da universitari, da disoccupati, da precari, da extracomunitari, da cittadini contrari al nucleare o all’alta velocità, sono sempre loro: gli adoratori di Marx , di Lenin, di Pol Pot e di Castro. Riconoscerli è facile: ovunque siano presenti, volano insulti e violenze. Qualunque attento osservatore della realtà si sarà chiesto: ma perché questi signori per far valere i loro diritti non riescono a fare a meno di muovere le mani? E ancora: perché l’ideologia in cui credono non è riuscita dare loro pace e serenità? Risposta ovvia: il paradiso materialistico promesso loro da un’ideologia il cui unico epilogo sono stati cento milioni di morti, non è riuscito a saziare la sete d’infinito che tutti gli esseri umani racchiudono in se. Volontariamente “orfani” delle risposte ultime che solo le religioni possono dare, nulla di strano se per colmare afflizioni e crucci interiori, gli orfani del Padre, menino le mani per sentirsi vivi e meno soli.


Gianni Toffali

lunedì 1 agosto 2011

ENNESIME BUFALE ANTICATTOLICHE

All’indomani della strage di Oslo, non pochi commentatori, tra cui Michele Serra su La Repubblica, hanno deliberatamente fatto passare il messaggio che l’attentatore fosse cristiano ed addirittura cattolico. Tesi davvero ridicola dal momento in cui lo stesso omicida ha ammesso di essere massone e di simpatizzare per gli ebrei. Ma non solo. Gli investigatori, setacciando i siti web dove Anders Breivik postava i deliranti messaggi, hanno scoperto che i suoi interlocutori preferiti erano satanisti ed atei. Nei suoi post è saltato fuori che tra i nemici dichiarati, oltre ai comunisti e agli islamici, figuravano anche il papa e il PDL. Eppure, è bastato che il folle si dichiarasse “cristiano culturale” per dare la stura ai professionisti dello sciacallaggio anticattolico. Profittatori a parte, con l’espressione “cristiano culturale”, Breivik ha espresso il medesimo concetto di “cattolico adulto” coniato da Romano Prodi, qualche anno addietro. Entrambi, seppur con diverse locuzioni, hanno voluto sottolineare l’aspetto che ci si può dirsi cattolici o cristiani a prescindere dalla piena adesione dottrinale a questa o a quella confessione. In parole semplici, Breivik ha voluto far credere che si riesce ad essere bravi cristiani anche nutrendosi di elementi non cristiani, mentre l’ex capo della sinistra italiana ha voluto far passare l’idea che si riesce ad essere bravi cattolici anche appoggiando partiti politici lontani anni luce dal magistero della chiesa. I risultati dei cristiani cattolici fai da te, nell’uno o nell’altro caso si sono visti eccome. In Norvegia, un pazzo ha ammazzato decine di innocenti, in Italia, i cattolici adulti, sono finiti con l’accucciarsi ai diktat delle laicissime segreterie dei partiti da sempre favorevoli all’aborto, all’eutanasia e ai “diritti” gay. Il primo dei sette vizi capitali è la superbia. Quando l’uomo decide di fare di testa sua e prescinde dalle autorità umane e divine, “naturale” che la superbia umana generi mostri,morte ed immoralità.