sabato 10 gennaio 2009

Multi incul - turalità.

A Piacenza una ragazza marocchina di sedici simula il suo rapimento per sfuggire alle nozze concordate dal padre con un arzillo (ma benestante) connazionale ultrasessantenne, e la polizia che fa? Invece di arrestare la ragazza per procurato allarme e simulazione di reato, la “premia” ospitandola presso una struttura protetta lontana dalla famiglia. Che dovrebbe pensare un affettuoso padre islamico di una nazione come l’Italia, che a parole si dice democratica, ma nei fatti nega ai genitori di accasare le figlie secondo le proprie tradizioni? E che dovrebbe pensare di quei paladini della multirazzialità (quelli che a getto continuo eruttano parole e slogan come libertà, democrazia, rispetto e valorizzazione delle differenze), che non hanno speso una sola parola in sua difesa? Accettare che il melting pot delle genti e l’insalata russa dei popoli diventi realtà, non significa forse accettare e valorizzare differenze e specificità? Se questo si vuole, matrimoni combinati, infibulazione e bambini zingari mandati a mendicare ai semafori, non dovranno più essere considerate espressioni incompatibili con la civiltà giuridica occidentale, ma prassi alternative da promuovere e favorire. Imporre dettami campanilistici di corta visione, significherebbe ostacolare le magnifiche sorti e progressive della società multietnica. Orsù dunque: chiudiamo un occhio, che magari l’araba fenice finalmente volerà. Gianni Toffali

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