lunedì 26 luglio 2010

CREDENTI E NON CREDENTI. RAGIONE, SCIENZA, FEDE. E IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISEMBERG

Caro Direttore, come noto, l’umanità è divisa tra credenti e non credenti. I primi credono che l’universo sia stato creato da un’entità superiore, i secondi, frutto di una casuale trasformazione molecolare successiva al Big Bang. Chi ha ragione? Per rispondere a questo non facile enigma, bisogna rivolgersi a tre preziosi strumenti partoriti dalla mente umana: la ragione, la scienza e la fede. Quale mezzo è il più attendibile? Tutti penseranno alla scienza, di fatto, è la meno attendibile. Infatti, nonostante alcune correnti di pensiero, come il scientismo e il positivismo, l’abbiano deificata al rango di oracolo infallibile quale unico metro interpretativo della realtà e dello scibile, va chiarito che essa è in grado di fornire risposte prettamente di tipo tecnico, ma non di senso. Con parole semplici, è capace di spiegare il come, ma non il perché. Eppure, la maggioranza degli atei scarta a priori tanto la ragione quanto la fede, e si “accontenta” di siffatto gretto strumento “minimale”. I credenti invece, senza nemmeno aver bisogno di ricorrere alla fede, colgono con il solo uso della ragione, l’esistenza di un disegno intelligente quale causa prima dell’universo. Domanda: chi crede ciecamente nella scienza, sa spiegare la fonte dell’amore, della bellezza, della poesia, della musica e del viso amabile di un bimbo appena nato? Caos, casualità? Risposta ridicola! Dubbio: che credere o non credere, sia solo una questione di intelligenza?
Gianni Toffali

3 commenti:

  1. "Dubbio: che credere o non credere, sia solo una questione di intelligenza?"

    Sottoscrivo in pieno quest'ultima affermazione. E sono agnostico...

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  2. la filosofia spiega che "tutto" è riconducibile ad una causa prima. se è vero che dietro un orologio ci sta un orologiaio, come è possibile che dietro la meraviglia del creato e degli uomini ci sia il caos? francamente non comprendo gli atei e gli agnostici...a me appaiano cieche talpe...

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  3. L'analogia è il più debole degli argomenti, come insegna la logica.
    Prenda dieci carte da gioco, numerate da 1 a 10.
    Ora le mescoli in maniera casuale e poi guardi in che ordine sono finite: troverà una sequenza di numeri senza senso.
    Ripeta l'operazione qualche decina o centinaio di volte: prima o poi Le uscirà una sequenza di valori perfettamente ordinati da 1 a 10 o da 10 a 1, ma questo non vuol dire che Lei li abbia messi volutamente in quell'ordine; solo che, mescolando a caso, prima o poi una combinazione ordinata è venuta fuori.

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