lunedì 26 luglio 2010

A PROPOSITO DELL’ISCRIZIONE DI LUCIO DALLA ALL’OPUS DEI

Roba da sbellicarsi le budella dalle risate: il cantante più rosso d’Italia, vale a dire l’ospite più gettonato alle feste dell’Unità & Company, si è iscritto nientepopodimeno che: all’Opus Dei! Pazzesco! La notizia sembra uno scherzo d’aprile fuori stagione, eppure Lucio Dalla ha pubblicamente annunciato di essersi iscritto all’associazione cristiana più vituperata e chiacchierata della Chiesa cattolica. Come noto, il movimento fondato in Spagna nel 1928 da San Josemarìa Escrivà de Balaguer con il fine di santificare il lavoro nelle attività ordinarie, è stato sin dall’inizio della sua fondazione, oggetto di attacchi e critiche di ogni genere. Le accuse più ricorrenti sfiorano il ridicolo: lavaggio di cervello, plagio e pratiche di automortificazione (cilicio e cintura di castità). Eppure un castello di imputazioni che in questi anni si è concretizzato con la pubblicazione di centinaia di libri e articoli vomitanti nefandezze di ogni sorta, non è servito a impedire la “conversione” dell’ex amico della falce e del martello. “Amerete il martello che ci ha colpiti perché ha fatto si che si modellasse la bellissima statua che è l’Opera” amava ripetere il fondatore ai suoi fedeli che si lamentavano delle troppe maldicenze. Prova provata che i martelli dell’inquisizione laicista, nulla possono contro l’onnipotenza di Dio. Anzi come Dalla insegna, una martellata ben assestata, può fare miracoli!
Gianni Toffali

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