lunedì 26 luglio 2010

GAY, OMOSESSUALITA' E PECCATO

Buttiglione per conservare il posto di commissario europeo, ha dovuto scusarsi con gli omosessuali per aver usato impropriamente il termine peccato. Il Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 2357 precisa: "Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti sessuali di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati". In effetti il termine peccato non è menzionato, ma le locuzioni "gravi depravazioni" e "atti intrinsecamente disordinati", seppur implicitamente, lo includono. Se non fosse peccato, il suddetto punto non sarebbe stato pubblicato e non avrebbe ragion d'essere. Solo una questione terminologica dunque, tuttavia suggerita dalla saggezza dei redattori del Catechismo per non colpevolizzare eccessivamente chi pratica l'omosessualità. Ma soprattutto per far comprendere che si può essere omosessuali, senza necessariamente diventare peccatori. Infatti al punto 2359 il Catechismo afferma che "Le persone omosessuali sono chiamate alla castità". Nessuna condanna quindi per l'errante, ma solo per l'errore.
Gli omosessuali sono "avvertiti", se riusciranno ad indossare illibate cinture di castità, non saranno più ascrivibili alle categorie dei peccatori e dei depravati. Un solo problema: ma l'amore platonico, è di questo mondo?
Gianni Toffali

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